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Prestito a cattivi pagatori

1. Chi è un cattivo pagatore

2. Un cattivo pagatore come un protestato

3. Quanto dura la condizione di “cattivo pagatore”

4. La cancellazione della condizione di “cattivo pagatore”

5. I prestiti accessibili al cattivo pagatore

PRESTITO A CATTIVI PAGATORI

PRESTITO A CATTIVI PAGATORI

1. Chi è un cattivo pagatore

Intanto, voglio precisare che il “cattivo pagatore” non è una persona, ma una condizione. Per comodità leggerete anche in questo sito “prestiti a cattivi pagatori” o “i cattivi pagatori” come se fossero una categoria ben definita di persone: lo facciamo solamente per comodità; ci tengo a sottolineare che la locuzione è errata.

La condizione, quindi, di cattivo pagatore, è quella che si attiva quando si verificano dei ritardi nel pagamento delle rate di un prestito, un mutuo, di una carta di credito e comunque quando non è stato tenute fede a qualsiasi impegno si abbia contratto che preveda la restituzione di denaro.

La condizione di cattivo pagatore si riferisce tanto al mancato, quanto al ritardato pagamento di una rata di un debito contratto.

Il risultato di avere mancato o ritardato il pagamento di una rata di un debito proveniente da qualsiasi tipo di finanziamento è quello di venire inseriti nell’elenco dei “cattivi pagatori”.

2. Un cattivo pagatore come un protestato

L’elenco dei “cattivi pagatori” di cui sopra viene tenuto in speciali registri dalla Banca d’Italia, che gestisce i Sistemi di Informazioni Creditizie o SIC (vedi il paragrafo 5 dei “Prestiti ai protestati”), tra i quali il più famoso è la Crif (vedi il paragrafo 6 della stessa guida).

In questi registri di informazioni, i cui dati sono inseriti in dei canali informatici, sono presenti i dati anagrafici di tutte le persone che hanno richiesto e/o ottenuto un finanziamento;  sono questi i registri che vengono consultati da ogni banca o istituto finanziario allorché si trovano ad avere a che fare con una richiesta di mutuo o prestito o finanziamento; è la fase della cosiddetta “istruttoria” o “avvio” della pratica, che precede la risposta al richiedente se la richiesta del prestito viene o meno accolta.

In questi registri, l’elenco dei “cattivi pagatori” compare accanto a quella dei “protestati”: entrambi si trovano nelle stesse identiche difficoltà nell’ottenimento di un prestito.

3. Quanto dura la condizione di “cattivo pagatore”

Come per i protestati, anche per i “cattivi pagatori” non esiste la possibilità di rifiutarsi di essere iscritto nei registri informatici (ad ogni richiesta di prestito viene dato un “Foglio Informativo” in cui si mette al corrente il richiedente dell’uso dei suoi dati anagrafici).

La condizione di “cattivo pagatore” scatta dal momento dell’insolvenza anche di una sola rata di un debito e, quindi, scatta anche automaticamente l’inserimento nella lista dei “cattivi pagatori”; tale condizione dura fino ad un tempo massimo che è stato stabilito da alcune norme contenute nel Provvedimento Generale dell’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali, che risale al 31 luglio 2002: in tale Provvedimento il tempo massimo veniva fissato in un anno dal momento in cui il debito veniva estinto (vedi paragrafo successivo).

In realtà, però, il SIC tiene memoria di questi provvedimenti più a lungo; con il risultato, come abbiamo visto per la categoria dei protestati, che anche se il pagamento è stato completamente saldato, la segnalazione di essere stato cattivo pagatore può comunque passare ai terminali delle varie banche e istituti finanziari, che, anche se i termini sono ampiamente scaduti e lo status di cattivo pagatore non ha più ragione d’essere, possono creare dei problemi per l’ottenimento di un prestito.

4. La cancellazione della condizione di “cattivo pagatore”

Il Garante della Privacy, secondo il Provvedimento sopra citato, stabilendo dei limiti di tempo per l’archiviazione, così li ha determinati:

Ma, come abbiamo visto, spesso le informazioni restano in qualche modo in circolazione.

Nel caso in cui il mancato o ritardato pagamento di una rata che ha causato la condizione di “cattivo pagatore” sia stata dovuta a situazioni eccezionali, di cui sia possibile dimostrare la gravità (ad esempio un ricovero in ospedale), allora, presentando la documentazione che comprovi la circostanza (ad esempio la cartella clinica, il referto dell’ospedale), la banca o l’istituto finanziario non terrà conto delle segnalazioni sfavorevoli dei Sistemi di Informazioni Creditizie. E’ questo l’unico caso in cui il “cattivo pagatore” iscritto come tale nei registri, venga trattato come un “normale” richiedente un prestito e gli possa venire offerta un’ampia gamma di prodotti finanziari.

5. I prestiti accessibili al cattivo pagatore

Se, invece, la condizione di “cattivo pagatore” è un fatto derivante da un reale mancato o ritardato pagamento di una rata, come anche dall’emissione di un assegno a vuoto, allora i prodotti finanziari concessigli sono esattamente gli stessi ai quali può accedere il “protestato” e cioè:

-         la cessione del quinto dello stipendio;

-         prestito delega;

-         prestito cambializzato.

Di ognuno di questi prestiti in particolare sarà trattato in apposite guide specifiche.

Rilevo in questa sede che il primo è particolarmente rivolto ai “cattivi pagatori” che sono dipendenti pubblici; nel caso di un lavoratore autonomo o un libero professionista, si preferisce una delle seconde tipologie.

Accenno anche alla possibilità, per i cattivi pagatori, di accedere a delle particolari forme di mutuo ipotecario, con delle limitazioni circa l’importo richiedibile (massimo Euro 50.000,00) e la durata di restituzione del debito (massimo 54 mesi).