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Prestiti tra privati

1. Cosa sono i prestiti tra privati

2. La “New Economy”

3. Come funzionano i prestiti tra privati

4. I siti dove si fa il prestito tra privati

5. Requisiti per l’iscrizione

6. I vantaggi del prestito tra privati

PRESTITI TRA PRIVATI

PRESTITI TRA PRIVATI

1. Cosa sono i prestiti tra privati

Parleremo in questa guida di una tipologia di prestito personale dalle radici anglofone (è nato in Inghilterra intorno al 2005), che si sta diffondendo con successo in Italia: il prestito tra privati.

Sinonimi: “Social lending” (letteralmente “prestito sociale”, ma qui l’aggettivo “sociale” è piuttosto fuorviante rispetto al significato), “peer – to – peer” o la sua abbreviazione “p2p”, “prestito tra persone”, “prestito senza banche”.

Si tratta di una forma di prestito in cui chi eroga il prestito, anziché essere un istituto bancario (prestiti bancari) o una società (prestiti finanziari) o un ente (prestiti Inpdap), è un privato.

E’ un fenomeno legato un po’ alla crisi economica e, quindi, alla ricerca di soluzioni di prestito alle migliori condizioni possibili (fondamentalmente con un minore tasso di interesse); e un po’ anche alla grande diffusione di internet come criterio non solo di ricerca e di informazione, ma anche di acquisto. E i prestiti non sono altro che “prodotti finanziari”, che, alla pari di altri prodotti di altri settori commerciali, vengono, appunto, “venduti”.

2. La “New Economy”

Il prestito tra privati lo si riconduce, come fenomeno sociale ed economico, alla diffusione della cosiddetta “New Economy”, termine coniato dal saggista americano Kevin Kelly nel suo “New Rules for e New Economy” del 1998.

Nel libro di Kevin Kelly, un pilastro dell’economia internazionale moderna, vengono elencate dieci regole per affrontare i nuovi mercati:

1. cogliere la corrente;

2. massimizzare i profitti;

3. cercare l’abbondanza;

4. scegliere la libertà;

5. privilegiare il canale internet;

6. puntare al massimo;

7. allargare i luoghi agli spazi più ampi;

8. nessuna armonia, tutto flusso;

9. vince chi ha i consumatori migliori;

10. vince l’opportunità sull’efficienza.

La “New Economy”, quindi, utilizzando il canale telematico, dà la possibilità a chi vende e a chi acquista di operare nel settore di un mercato globale, superando gli spazi fisici di un luogo circoscritto ad un ufficio: spaziare in rete, abbattendo tutti i costi della gestione di uno spazio definito e potere accedere a tutti, in tempo reale e allo stesso modo.

3. Come funzionano i prestiti tra privati

Posto quanto detto sopra, da cui consegue che il prestito tra privati viene effettuato on line, vediamo di chiarire concretamente come funzionano.

Il principio è simile a quello delle aste on line, quelle che si trovano nei siti specializzati nella compravendita di beni e prodotti di ogni specie (vedi, ad esempio, le aste sul sito di eBay): c’è chi mette a disposizione un prodotto, stabilendo un prezzo di partenza (il venditore); quindi, si fanno avanti i possibili acquirenti, ognuno proponendo un prezzo sempre maggiore per superare il precedente; l’asta solitamente ha un limite di tempo: allo scadere di quel tempo, si aggiudicherà il prodotto colui che ha fatto l’offerta maggiore.

Ecco, il criterio è lo stesso per i prestiti tra privati.

Il prodotto all’asta è costituito dall’importo del prestito, messo a disposizione da un privato; il “mercanteggiamento” lo si fa sul tasso di interesse; acquisterà il prodotto – prestito colui che all’asta ha proposto per ultimo (allo scadere dell’asta) il tasso di interesse maggiore.

4. I siti dove si fa il prestito tra privati

Cito la sintetica spiegazione che ne fece l’allora amministratore delegato di Zopa Italia, uno dei siti dove si effettua il prestito tra privati, quando venne attivato il servizio in Italia: “Basta iscriversi: la richiesta da parte di chi è alla ricerca di soldi in prestito viene fatta direttamente sul web e la risposta arriva in tempo reale. Per quanto riguarda il prestatore, anche lui va sul sito, si registra, fa la sua offerta e decide di prestare una certa somma ad un certo tasso d’interesse. Nel momento in cui offerta e domanda si incontrano ecco che si realizza il finanziamento”.
Allora: bisogna iscriversi in uno dei siti che fanno da “punto di incontro” tra la domanda e l’offerta di prestito. In Italia, i siti, autorizzati dalla Banca d’Italia per potere operare nel settore del commercio di prodotti finanziari, finora sono: Zopa.it (acronimo di “Zona di Possibile Accordo”), nata in Italia e Boober.it, nata in Olanda.

5. Requisiti per l’iscrizione

Al momento della registrazione ad uno dei siti, viene richiesto se ci si intende proporre quale venditore o quale acquirente.

Il venditore metterà a disposizione un capitale proponendo un tasso di interesse minimo iniziale e indicherà anche a quale categoria di possibili debitori il prodotto è indirizzato.

I possibili acquirenti, infatti, hanno un loro “rating di affidabilità”, ovvero: ad ognuno, al momento dell’iscrizione, viene assegnato un livello di “affidabilità” che si riferisce al maggiore o minore rischio che il capitale venga restituito; la lettera “A” indica il candidato debitore più affidabile (quello, cioè che offre più garanzie per la restituzione del debito) e via via decrescendo in “affidabilità” fino alla lettera “D” che indica il candidato debitore a forte rischio di insolvenza.

I requisiti per accedere ai prestiti tra privati sono:

-         età: rientrante tra i 18 e i 75;

-         reddito dimostrabile mediante busta paga o dichiarazione dei redditi;

-         residenza in Italia;

-         possesso di un conto corrente bancario.

6. I vantaggi del prestito tra privati

Come detto all’inizio della presente guida, la caratteristica di questo tipo di prestito è quella di svolgersi tra “privati”, appunto, e, quindi, di escludere qualsiasi istituto bancario o finanziario che possa fare da collegamento tra la domanda e le richiesta di prestito.

Ovviamente, anche i siti che fanno da “punto di incontro” prendono una loro commissione di incasso sulle operazioni che vengono effettuate:

nel caso di Zopa, la commissione è dell’1% per chi concede il prestito, mentre varia per chi riceve il denaro in base all’affidabilità e va dallo 0,5 al 2%.

Sicuramente, è chiaro, i costi di intermediazione sono ridotti rispetto a quelli richiesti da qualsiasi banca o società finanziaria (i costi specifici che vanno all’istituto erogante sono quelli dettagliati nel tasso di interesse Taeg).

Il prestatore ed i contraente vengono messi in comunicazione diretta con i seguenti vantaggi:

-         per il prestatore: quello di ricavare da un capitale di cui dispone un tasso di interesse maggiore rispetto a qualsiasi investimento finanziario (ad esempio bot, cct, conto corrente);

-         per il contraente: ottenere un prestito, da restituire ad un tasso di interesse nettamente inferiore rispetto a quello imposto dagli istituti bancari.