In questa sezione troverete notizie e consigli utili su tutti i tipi di prestiti.
Prestiti personali
1. Cos’è il prestito personale
2. Requisiti per l’ottenimento del prestito personale
3. Documenti da presentare
4. Gli elementi del contratto
5. Attenzione alle truffe
1. Cos’è il prestito personale 
Quando si parla di prestito, senza specificare una tipologia in particolare, in genere ci si riferisce al prestito personale. “Prestito” contiene in sé il significato del finanziamento di una somma di denaro, che viene effettuata da una banca o da un istituto finanziario specializzato (che, per legge, deve essere iscritto all’Albo presso l’Ufficio Italiano dei Cambi); l’attributo “personale” aggiunge un’informazione in più: il finanziamento viene fatto “alla persona”, per così dire, cioè per suoi motivi personali, non direttamente finalizzati all’acquisto di un bene o di un servizio specifico.
Vediamo, quindi, di trovare una definizione corretta che ci aiuti a comprendere il significato di “prestito personale”: è una forma di finanziamento di una somma di denaro, effettuata da un istituto autorizzato, non vincolata ad un fine specifico. E’ proprio l’attributo “personale” che differenzia il prestito personale dagli altri tipi di prestiti, che vengono finalizzati all’acquisto, per esempio, di un’auto, o, addirittura, che li differenzia dai mutui, che vengono per lo più finalizzati all’acquisto di un bene immobile (casa).
Quando si parla di “prestito personale”, dunque, si può parlare di “finanziamento senza obbligo di destinazione” o “finanziamento non finalizzato”, ricadente nella categoria dei cosiddetti “crediti di consumo”.
2. Requisiti per l’ottenimento del prestito personale
Non esistono requisiti standard per chi richiede un prestito personale. Almeno, non esistono requisiti identici che valgono per tutti gli istituti finanziari, ma alcuni dati possiamo senz’altro considerarli fattori comuni (tranne alcune finanziarie che fanno eccezione anche a queste, le vedremo più avanti): chi richiede un prestito personale deve avere un’età compresa tra i 18 e i 70 anni; deve avere un reddito documentabile (dichiarazione dei redditi, modello 730, busta paga, documento della pensione, …); deve avere una buona “posizione creditizia”: se ha avuto altri finanziamenti, deve averli pagati con puntualità, senza essere protestato, oppure, se è stato dichiarato “fallito” (sottolineo anche qui, che le eccezioni le vedremo più avanti).
Quest’ultimo requisito viene anche detto “profilo di credito” e si accompagna alla documentazione che solitamente viene richiesta dall’istituto finanziario quando si richiede un prestito, a corredo dei documenti anagrafici, per avere informazioni sulla situazione finanziaria del richiedente.
Date queste nozioni di base, è necessario, poi, considerare le richieste fatte da ogni banca o istituto finanziario al quale ci si rivolge, poiché, come dicevo, a parte alcuni dati in comune, ogni banca e ogni istituto finanziario ha le sue regole; e può capitare facilmente che una richiesta di prestito respinta da una parte, venga invece accettata da un’altra parte.
3. Documenti da presentare
I documenti richiesti da qualsiasi banca o istituto finanziario a chi intende richiedere un prestito, sono:
- documento personale: carta d’identità e codice fiscale;
- documenti attestanti il reddito;
- copia bollette luce, gas telefono.
La prima delle richieste è un obbligo imposto a banche e istituti finanziari dalla legge antiriciclaggio.
La normativa antiriciclaggio, integrata dal decreto legislativo n.56 del 20 febbraio 2004, che obbliga gli istituti che se ne occupano a registrare le operazioni di transazioni di denaro riferite a movimenti finanziari o immobiliari, verte a prevenire il riciclaggio di denaro di provenienza sospetta e illecita. I dati anagrafici di chi compie operazioni finanziarie vengono registrati in un apposito sito delle Finanze.
Riguardo il secondo punto, trattandosi, come abbiamo detto al paragrafo 1, di “prestito personale” e quindi, come tale, non finalizzato, è chiaro che la banca o l’istituto finanziario richieda almeno un documento che attesti la possibilità del cliente di potere restituire la somma prestata: quindi, che abbia un reddito, proveniente dal possesso di beni o dal lavoro. Quindi, è necessaria la presentazione della dichiarazione dei redditi, o del modello 730, del CUD, di una copia della busta paga o del cedolino della pensione.
L’ultimo punto, la copia di una delle utenze, serve a verificare la residenza.
E’ possibile, dal momento che ogni banca e ogni istituto finanziario detta legge, che alla richiesta di questi documenti se ne aggiungano altri, per esempio: certificato di residenza, una copia recente dell’estratto del conto corrente bancario o postale e, nel caso di liberi professionisti, una visura camerale.
4. Gli elementi del contratto
Secondo la legge, il prestito personale, fatte salve tutte le aggiunte che le varie banche e istituti finanziari possono fare all’interno del seguente schema, deve contenere i seguenti elementi:
- Il tasso di interesse (TAN e TAEG);
- l’ammontare del finanziamento;
- i dettagli sulle rate (numero, importi, scadenze);
- eventuali ulteriori spese;
Riguardo il tasso di interesse, sono due i tipi di tassi da considerare nel caso di prestiti personali: TAN e TAEG.
Il TAN (Tasso Annuo Globale) è il tasso di interesse applicato alla somma finanziata e, sommato all’importo della rata, servirà a calcolare l’importo della stessa; il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), calcola anche eventuali oneri accessori, come spese di istruttoria della pratica, spese assicurative, spese relative alle commissioni di incasso della banca o istituto finanziario, che sono a carico del cliente. I tassi applicati ai prestiti personali sono sempre fissi.
Riguardo l’ammontare del finanziamento, secondo le normative sul “credito al consumo”, di cui il prestito personale fa parte, il limite massimo dell’importo finanziabile è di Euro 31.000,00. Anzi, più precisamente, secondo le normative che li regolano, gli importi del credito al consumo sono compresi tra gli Euro 154,94 e gli Euro 30.987,41.
Riguardo i dettagli sulla restituzione dell’importo finanziato, altro elemento che deve obbligatoriamente comparire nel contratto di prestito personale, elementi comuni tra le banche e gli istituti finanziari che erogano prestiti sono: la restituzione della somma avviene nell’arco di tempo tra 1 e 5 anni, l’importo della rata non supera di un terzo il reddito mensile del richiedente, l’addebito dell’importo della rata avviene mediante RID (direttamente sul conto corrente bancario o postale) o mediante il pagamento di bollettini postali.
Riguardo all’ultimo punto che ho messo in lista, attenzione, perché a volte è proprio quello a fare la differenza tra una banca a un’altra o un istituto e un altro.
Sotto la categoria “eventuali ulteriori spese” possono comparire piccole spese che possono sembrare irrisorie, ma che alla lunga possono gravare in un periodo in cui, per lo più, ci si sta impegnando per la restituzione di un debito; possono essere le spese relative alla estinzione anticipata, alla richiesta di una polizza assicurativa, spese di istruttoria, spese di incasso rate, spese di invio estratto conto, e simili.
Uno dei tristi effetti della crisi economica che stiamo vivendo ormai dal 2004 e di cui ancora non si vede l’orizzonte è il proliferare degli istituti finanziari che propongono offerte di prestiti a condizioni vantaggiosissime: i volantini pubblicitari riempiono le nostre cassette postali, ce li ritroviamo sotto i tergicristalli delle auto, sotto le poltrone dei cinema, giovanissimi ragazzi li distribuiscono agli angoli delle strade, …
La maggior parte di queste “finanziarie”, che si nascondono dietro a degli onesti istituti finanziari in regola con la legge, propongono esclusivamente contatti telefonici o telematici: il miglior mezzo per restare, almeno in una prima fase, nell’anonimato.
Per chi si trova nella delicata posizione di dovere chiedere un prestito, lo “specchietto per le allodole” offerto da queste finte “finanziarie” (che sono molte di più di quante ne immaginavo io stessa, prima di fare la ricerca approfondita che mi ha spinto a scrivere questo paragrafo) funziona a perfezione.
Voglio, quindi, lanciare un allarme a tutte le persone che sono nelle condizioni di dovere chiedere un prestito personale: fate attenzione, prima di tutto, che l’istituto finanziario a cui vi rivolgete sia iscritto, come vuole la legge, all’Albo per potere commercializzare prodotti finanziari; e poi: se telefonicamente o telematicamente trovate un’offerta di un prestito che vi alletta, scegliete di passare personalmente presso una sede dell’istituto (e notate se ha affisso la normativa per la trasparenza e la tutela della privacy, come previsto dalla legge, Decreto legislativo n.196 del 20 giugno 2003, anche questo è un segno di correttezza).


















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