In questa sezione troverete notizie e consigli utili su tutti i tipi di prestiti.
Prestiti per lavoratori dipendenti
1. Chi è il lavoratore dipendente
2. La busta paga e il certificato di stipendio
3. Il prestito per il lavoratore dipendente
4. Quali tipologie di prestiti sono accessibili al lavoratore dipendente
5. Casi particolari e riferimenti di legge
1. Chi è il lavoratore dipendente
Il lavoratore dipendente è quel lavoratore che ha un contratto di lavoro di tipo subordinato, ed è per questo “assoggettato”, per così dire, nei confronti del suo datore di lavoro: tale “assoggettamento” si identifica nella possibilità, per il datore di lavoro, di stabilire le modalità e i tempi di esecuzione del lavoro stesso (consiglio, per chi vuole approfondire, di confrontare le caratteristiche che contraddistinguono, invece, il lavoratore autonomo nell’apposita guida: “prestiti per lavoratori autonomi”).
Secondo la giurisprudenza, inoltre, certi termini caratterizzano il “lavoro dipendente”:
- la continuità del lavoro stesso, per cui l’attività lavorativa è l’oggetto del lavoro e non il conseguimento di un particolare risultato;
- il luogo di lavoro;
- l’obbligo di osservare un determinato orario di lavoro;
- uno stipendio fisso e determinato.
Vi è una distinzione tra il lavoratore dipendente privato, che ha un contratto di lavoro con un’azienda privata ed è iscritto al fondo pensionistico curato dall’Inps; e il lavoratore dipendente pubblico, che ha un contratto di lavoro presso un ente pubblico (comune, regione, provincia) e ha l’Inpdap come ente previdenziale; c’è ancora il lavoratore dipendente statale, con un contratto di lavoro presso un ministero italiano (ministero dell’Istruzione, della Difesa, degli Interni), il cui riferimento è la “Direzione Provinciale del Tesoro”.
2. La busta paga e il certificato di stipendio
La garanzia che il lavoratore dipendente ha da offrire alla banca o all’istituto finanziario al quale si rivolge per richiedere un prestito è la busta paga: il documento che attesta la ricezione di uno stipendio mensile, nei rispetti del contratto di lavoro dipendente al quale si fa riferimento. La busta paga è la garanzia per un istituto erogatore che il debito verrà restituito, secondo quella distribuzione delle rate che compongono il piano di ammortamento, prevista dal contratto di prestito. In mancanza di busta paga, ci sono tutta una serie di altre prospettive di prestito (potete approfondire nell’apposita guida “prestiti senza busta paga“).
C’è da dire che il documento ufficiale di riferimento per le pratiche di prestito ottenuto specificamente mediante cessione del quinto di stipendio e mediante delega di pagamento, in realtà, è il cosiddetto “certificato di stipendio”. Il certificato di stipendio è rilasciato dall’amministrazione della propria azienda ed attesta in particolare: l’esistenza di un rapporto di lavoro, retribuzione lorda e netta (annua e mensile), gli anni maturati di anzianità lavorativa ai fini del TFR (Trattamento di Fine Rapporto Lavorativo), la data di assunzione, eventuali trattenute sullo stipendio (cessione del quinto dello stipendio).
3. Il prestito per il lavoratore dipendente
La categoria costituita dai lavoratori dipendenti, se da un lato ha il “vantaggio” di potere usufruire di una delle garanzie che banche e istituti finanziari ritengono tra i migliori per la restituzione del debito, ossia un’entrata reddituale fissa e costante nel tempo, ossia lo stipendio; dall’altro lato ha il grande “svantaggio” di ritrovarsi, molto spesso, con un salario troppo basso, che non gli consente di far fronte alle spese quotidiane (che sono tante e alle quali se ne aggiungono talvolta anche di impreviste).
Il risultato è che il lavoratore dipendente si ritrova molto spesso nella situazione di dovere richiedere un prestito.
Per gli importi di una importante consistenza, non c’è scampo: c’è da ricorrere ad un mutuo, ipotecando la casa; ma se, come capita più spesso, l’importo da richiedere è “modesto”, allora il prestito personale è la scelta giusta, la sua erogazione è più rapida e le spese (extra che riguardano le pratiche di avvio) da affrontare sicuramente minori.
Se poi è anche i fattore tempo a interessarvi (perché molto spesso, nella
richiesta di un prestito, è intesa anche la richiesta di una certa urgenza), allora vi consiglio di dare un’occhiata alla guida sui prestiti veloci, i prestiti rapidi e i prestiti on line, che ne costituiscono, in un certo senso, un completamento (essendo il mezzo telematico, quello che assicura i tempi più brevi).
4. Quali tipologie di prestiti sono accessibili al lavoratore dipendente
Per un lavoratore dipendente accedere alla richiesta di un prestito non è cosa difficile: il consiglio, in generale, è sempre quello di fare una serie di preventivi sui prestiti (anche, più facilmente e comodamente on line) per scegliere quello che maggiormente si adatta alle vostre esigenze; o, se preferite il contatto diretto con il funzionario di una banca o un assistente di una società finanziaria, ricordate comunque che la vostra garanzia, la busta paga, è cosa altamente ricercata dagli istituti finanziari, che praticamente non corrono alcun rischio di vedere insolute le loro rate: è il caso di pretendere un prestito con le migliori condizioni possibili.
Tra le varie forme di prestito alle quali il lavoratore dipendente può accedere, segnalo qui in particolare:
- la cessione del quinto dello stipendio;
- prestito Inps.
Le prime due presentano la comodità, per il lavoratore dipendente, che le rate vengono direttamente sottratte dalla busta paga; e sono inoltre richiedibili anche se il lavoratore ha in corso anche l’estinzione di altri debiti (attenzione al rischio di sovra – indebitamento).
5. Casi particolari e riferimenti di legge
Chiudo la presente guida innanzitutto con una nota: dato che è lo stipendio la garanzia della restituzione del debito contratto con un prestito, anche il lavoratore protestato o il cosiddetto cattivo pagatore, iscritto nei Registri Informatici, ha accesso con tutti i diritti ai prestiti per lavoratori dipendenti.
Esistono inoltre, per casi di lavoratori dipendenti particolarmente in difficoltà, delle tipologie di prestito ancora più mirate, quali il prestito cambializzato o, per chi ha più debiti in corso, il consolidamento dei debiti.
Per i lavoratori dipendenti pubblici, il riferimento legislativo è il Testo
Unico n. 180 del 5 Gennaio 1950, e il relativo regolamento approvato con Decreto del Presidente della Repubblica n.895 il 28 Luglio 1850 e successive modifiche. La legge n.311 del 2004 ha esteso i benefici della Legge sopra citata anche ai lavoratori dipendenti privati, anche se con una restrizione: riguardo la cessione del quinto dello stipendio, mentre nel caso del lavoratore dipendente pubblico, l’ente per il quale lavora ha l’obbligo di accettare la domanda di prestito, lo stesso non vale per il lavoratore dipendente privato, dove il datore di lavoro può anche, a sua discrezione, rifiutare la domanda del richiedente.

















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