Guide:

Recent Posts

04.03.2009
An internet marketing & SEO company that delivers results
04.03.2009
Simple & FREE password management
04.03.2009
On-Site SEO that Works

Prestiti per casalinghe

1. Cosa sono i prestiti per casalinghe

2. Le casalinghe lavoratrici

3. Le casalinghe non lavoratrici

4. Le casalinghe imprenditrici

5. Note riassuntive sul prestito per casalinghe

PRESTITI PER CASALINGHE

PRESTITI PER CASALINGHE

1. Cosa sono i prestiti per casalinghe

Non mi soffermerò, come sempre all’inizio delle presenti guide, sul significato specifico del termine che si accompagna a questo tipo di prestito, perché dovrei uscire parecchio fuori tema affrontando temi che non sono pertinenti a questo contesto.

Dirò solamente, per intenderci, che i prestiti per casalinghe costituiscono di fatto una categoria di prestito a sé stante, pur seguendo le regole generali di prestito personale (appartenente alla categoria di credito al consumo, non finalizzato). Non a caso, vengono considerati rientranti in una categoria di prestiti “atipici”.

Diciamo subito che il prestito alle casalinghe è un prodotto finanziario che non tutte le banche o istituti mettono a disposizione; direi, anzi, che sono poche le finanziarie che lo offrono.

Altra nota: da questo tipo di prestiti sono esclusi i protestati e i cattivi pagatori.

La prevista destinazione, quella ad una ipotetica “casalinga”, sta a significare che il tipo di prestito:

-         si rivolge prevalentemente ad una clientela femminile;

-         la richiedente è una lavoratrice full time o part time o anche disoccupata;

-         l’importo richiesto è modesto, poiché lo si prevede finalizzato a spese domestiche (elettrodomestici, spese di manutenzione degli impianti, parcelle mediche, anche corsi di studio).

2. Le casalinghe lavoratrici

Il prestito per casalinghe ha caratteristiche diverse nel caso la richiedente il prestito sia una lavoratrice, anche part time. In questo caso, le banche e gli istituti finanziari mettono a disposizione una gamma piuttosto varia di prestiti personali.

La differenza con gli altri prestiti, consiste nel fatto che i piani di ammortamento sono più “elastici” e “personalizzabili” rispetto alle altre tipologie.

Nel caso, poi, in cui la richiesta di denaro sia particolarmente bassa (entro gli Euro 1.500,00), spesso gli istituti finanziari mettono a disposizione una carta di credito revolving: il vantaggio è quello di avere a disposizione un’immediata liquidità di contante, saltando le fasi di presentazione dei documenti necessari e di istruttoria della pratica del prestito, oltre che la presenza eventuale di un garante.

Le carte di credito revolving sono da considerarsi dei prestiti veri e propri: è previsto un preciso piano di ammortamento per la restituzione della somma ricevuta dalla banca o finanziaria, che prevede il costo dei tassi di interesse, tan e taeg. Il consiglio è sempre quello di informarsi prima di sottoscrivere qualunque contratto o attivare qualunque carta.

3. Le casalinghe non lavoratrici

Questo particolare tipo di prestito si rivolge anche alle casalinghe senza lavoro, neanche part time.

Anche per loro, c’è la possibilità, da parte di alcune banche e finanziarie, di ottenere una carta di credito revolving (con un credito che solitamente non supera gli Euro 2.000,00, per avere, ad esempio, un piano di rimborso di Euro 50,00 al mese).

Questa forma di prestito tramite carta di credito viene spesso pubblicizzata nella vendita di elettrodomestici (robot da cucina, aspirapolveri, lavastoviglie, frigoriferi, etc.) nei punti vendita specializzati o, ancora di più, nelle televisioni private dove propongono accessori per la casa, arredi, casalinghi (o le famose “imperdibili” batterie di pentole); questi prodotti sono espressamente ideati a chi non ha una busta paga.

Ma solitamente per le casalinghe disoccupate (che lo siano volontariamente o “forzatamente”, che lo siano sempre state o che lo siano diventate in seguito a delle vicende personali) il prestito viene concesso in presenza di un garante.

Il garante è colui che “garantisce” la restituzione del debito al posto del debitore vero e proprio: nel nostro caso, se la casalinga disoccupata avesse difficoltà nel pagamento di una rata del prestito, si sostituirebbe il garante e la pagherebbe lui.

4. Le casalinghe imprenditrici

Un discorso a parte riguarda i prestiti per casalinghe legati all’imprenditoria femminile. Questo prestito è regolato dalla Legge 215 del 1992 ed è rivolto espressamente alle casalinghe disoccupate che hanno un progetto imprenditoriale da attuarsi in forma societaria.

Si tratta di finanziamenti a fondo perduto erogati mediante bandi di partecipazione annuali con scadenza entro il 31 dicembre (l’esito verrà dato entro il 30 aprile dell’anno successivo).

Gli importi di questo finanziamento variano in base alla regione e al progetto imprenditoriale presentato; i requisiti per potervi accedere sono:

-         società di persone e cooperative, di cui almeno il 60% dei soci siano donne;

-         società di capitali (S.r.l., S.p.A.), composte da almeno il 66% da donne;

-         imprese individuali femminili.

Gli importi ottenuti mediante questo finanziamento possono essere destinati alle spese iniziali di una nuova impresa da costituirsi oppure anche per progetti di miglioramento ad aziende già esistenti.

La Legge 215 del 1992 definisce i tempi e le modalità per accedere alla graduatoria per l’assegnazione del prestito.

5. Note riassuntive sul prestito per casalinghe

Per la richiesta di un prestito, una casalinga deve presentare i seguenti documenti:

-         carta d’identità;

-         codice fiscale;

-         3 bollette di differenti utenze che possano dimostrare che chi fa richiesta è un buon pagatore (solitamente sono acqua, gas e telefono);

-         certificato di residenza storico;

-         stato di famiglia;

-         nel caso si tratti di casalinga lavoratrice: ultima busta paga.

Condizione fondamentale, come abbiamo accennato, è che la richiedente non appartenga alla lista dei protestati o cattivi pagatori.

Gli importi del prestito per casalinghe:

tramite carta revolving, quindi, anche per le casalinghe disoccupate,  c’è un tetto massimo solitamente fissato ad Euro 1.500,00 (raramente Euro 2.000,00); la somma si alza notevolmente con l’intervento di un garante oppure nel caso di casalinga lavoratrice.