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Prestiti INPDAP

1. Cosa sono i Prestiti Inpdap

2. Piccoli prestiti Inpdap

2.a Piccoli prestiti Inpdap annuali

2.b Piccoli prestiti Inpdap biennali

2.c Piccoli prestiti Inpdap triennali

2.d Piccoli prestiti Inpdap quadriennali

3. Piccolo prestito Inpdap ai pensionati

4. Prestiti pluriennali garantiti dall’Inpdap

5. Prestiti pluriennali diretti

1. Cosa sono i Prestiti Inpdap

Premessa: come per tutti i tipi di prestiti specifici come questo, per le norme generali riguardo il prestito, vi rinvio alle varie guide della categoria prestiti, che trovate nel menù a sinistra del presente sito.

L’Inpdap, intanto, è un acronimo e sta per: Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica; è un ente di previdenza, quindi (ce ne sono diversi in Italia), che offre delle tipologie particolari di prestiti, prestiti agevolati potremo dire, rivolti alla categoria dei lavoratori, dei pensionati e delle loro famiglie.

I prestiti e i mutui legati all’Inpdap possono essere:

-         gestiti direttamente dall’ente: e qui l’Inpdap attinge ad un proprio fondo, la “Gestione unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e sociali”;

-         gestiti da banche o istituti finanziari, con i quali l’Inpdap ha stipulato delle speciali convenzioni.

Riguardo al fondo gestito dall’Inpdap, questo viene alimentato da una contribuzione obbligatoria degli iscritti all’ente e da un’altra volontaria (alla quale si aderisce compilando degli appositi moduli): entrambe avvengono mediante dalle trattenute sullo stipendio o sulle pensioni. Nel caso della contribuzione volontaria, questa può essere fatta anche dai lavoratori o dai pensionati che sono iscritti ad altri enti o istituti previdenziali, come previsto dal decreto ministeriale n.45 del 2007.

Posto quanto sopra, vedremo, nei successivi paragrafi, le diverse tipologie dei prestiti gestiti dall’Inpdap.

2. Piccoli prestiti Inpdap

I piccoli prestiti Inpdap possono essere la soluzione per i dipendenti pubblici o per i pensionati che hanno bisogno di una certa somma di denaro per far fronte alle più disparate esigenze: sottolineo che il prestito Inpdap, in quanto prestito personale e ricadente tra i “crediti di consumo” non deve essere per definizione specificamente finalizzato all’acquisto o al pagamento di un particolare bene o servizio; cito qui, per comodità, i vari motivi che possono spingere alla richiesta di un prestito, NON perché vada specificato nel contratto. Dunque, si può avere bisogno di un prestito per il restauro di casa, l’acquisto di un’auto, il pagamento di un corso, una vacanza, un servizio sanitario, …

Requisiti: per potere accedere alla richiesta di un piccolo prestito Inpdap è necessario essere lavoratori dipendenti o pensionati, essere iscritti al fondo speciale dell’Inpdap per la “Gestione unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e sociali” e percepire una retribuzione o uno stipendio mensile fisso erogato dall’Inpdap.

Durata: la durata di questo tipo di prestito varia da 12 a 24, 36 o 48 mesi; la durata corrisponde al piano di restituzione del prestito, cioè al piano di ammortamento, che costituisce la restituzione del montante mediante una serie di rate, comprensive di capitale e interessi.

Richiesta del prestito: la richiesta va fatta compilando l’apposito modulo, scaricabile anche dal sito dell’Inpdap e presentandolo in triplice copia all’ufficio amministrativo della sede di lavoro.

Erogazione del prestito: le somme entro gli Euro 4.648,11 possono essere ritirate presso le casse dell’istituto in contanti, oppure mediante assegno circolare bancario non trasferibile oppure ancora mediante accredito sul conto corrente bancario o postale indicato dal richiedente; gli importi superiori a tale cifra possono essere riscossi solamente, sempre presso le casse dell’Inpdap, in contanti oppure mediante accredito su conto corrente.

Sui dettagli dell’importo e dei tassi di interesse, vi rimando ai quattro paragrafi successivi, nei quali si distingue il piccolo prestito Inpdap in: annuale, biennale, triennale e quadriennale.

Qui darò ancora dei dettagli generici, validi per tutte le specifiche “sotto – categorie” dei piccoli prestiti Inpdap:

-         la prima rata di ammortamento, viene trattenuta a partire dal secondo mese successivo a quello nel quale viene erogata la somma;

-         in caso di premorienza di chi ha contratto il prestito o di sua invalidità assoluta, contratta in sede di lavoro, non si procede al recupero del debito rimanente;

-         se il contraente passa da un’amministrazione pubblica ad un’altra (cambia lavoro, pur restando nel settore della pubblica amministrazione), sarà compito dell’Inpdap comunicare i termini del contratto di prestito al nuovo ente.

2.a Piccoli prestiti Inpdap annuali

Per i piccoli prestiti annuali che si richiedono all’Inpdap, come per tutti gli altri che seguono, gli importi e i tassi di interesse saranno calcolati in base alle percentuali sulla retribuzione netta dello stipendio o della pensione.

Qui si può, dunque, richiedere un importo che equivale ad una o a due mensilità di stipendio netto. Il piano di ammortamento prevede la distribuzione di rate nell’arco di 12 mesi.

I tassi di interesse sono i seguenti:

-         TAN (tasso annuo effettivo): 4,50%;

-         TAEG (tasso annuo effettivo globale): 5,48%;

-         spese di amministrazione: 0,50%;

-         premio fondo rischi: 0,30%

E’ possibile il rinnovo del piccolo prestito annuale, dopo che sia trascorso il periodo minimo di ammortamento, che qui è di 6 mesi.

Attenzione: se il richiedente il piccolo prestito annuale ha già in corso un altro prestito pluriennale diretto (vedremo più avanti) o garantito dall’Inpdap, questo non può essere superiore ad una mensilità.

2.b Piccoli prestiti Inpdap biennali

Nel caso di richiesta all’Inpdap di piccolo prestito biennale, l’importo può corrispondere da due a quattro mensilità di stipendio o pensione netti; il piano di ammortamento per la restituzione di capitale e interessi prevede la distribuzione di 24 rate in altrettanti mesi.

I tassi di interesse:

-         TAN (tasso annuo effettivo): 4,50%;

-         TAEG (tasso annuo effettivo globale): 5,01%;

-         spese di amministrazione: 0,50%;

-         premio fondo rischi: 0,60% (pari allo 0,30% annuo)

Anche in questo caso, è possibile il rinnovo del piccolo prestito biennale, ma il tempo minimo di ammortamento che deve trascorrere è di 12 mesi.

Come sopra, se il richiedente il piccolo prestito biennale ha già in corso un altro prestito pluriennale diretto o garantito dall’Inpdap, è previsto un limite, che in questo caso è non può essere superiore a due mensilità.

2.c Piccoli prestiti Inpdap triennali

Nel caso un lavoratore dipendente o un pensionato richieda un prestito all’Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica da estinguersi in tre anni, l’importo dello stesso può essere compreso tra le tre e le sei mensilità dello stipendio o della pensione netta. La restituzione del debito è distribuita in 36 rate mensili.

I tassi di interesse:

-         TAN (tasso annuo effettivo): 4,50%;

-         TAEG (tasso annuo effettivo globale): 4,85%;

-         spese di amministrazione: 0,50%;

-         premio fondo rischi: 0,90% (pari allo 0,30% annuo)

Il debitore ha la possibilità di richiedere il rinnovo del piccolo prestito triennale, qualora sia trascorso il periodo minimo di ammortamento, che in questo caso è di 18 mesi.

Se il richiedente del piccolo prestito triennale è anche debitore di un altro prestito pluriennale diretto o garantito dall’Inpdap, allora la somma del piccolo prestito non può essere superiore a tre mensilità.

2.d Piccoli prestiti Inpdap quadriennali

L’importo dei piccoli prestiti quadriennali, quelli, cioè, richiesti da un lavoratore dipendente della pubblica amministrazione dello Stato o da un pensionato che riceve regolare pensione statale, che intende restituire il debito in quattro anni, può corrispondere alla somma che oscilla tra quattro a otto mensilità di stipendio o pensione netta. Il piano di ammortamento prevede la restituzione del debito mediante 48 rate mensili, comprensive di capitale e di interessi.

I tassi di interesse:

-         TAN (tasso annuo effettivo): 4,50%;

-         TAEG (tasso annuo effettivo globale): 4,76%;

-         spese di amministrazione: 0,50%;

-         premio fondo rischi: 1,20% (pari allo 0,30% annuo)

Anche in questo caso, il debitore, nel corso dell’estinzione del piccolo prestito quadriennale, può richiederne all’Inpdap il rinnovo, a patto che sia trascorso il periodo minimo di ammortamento, che qui è di 24 mesi.

Rilevo anche qui che esiste una limitazione per chi richiede un piccolo prestito quadriennale all’Inpdap, ma si trova nelle condizioni di avere il pagamento di un altro prestito pluriennale diretto o garantito dall’ente in corso: la limitazione in questo caso restringe il tetto massimo della richiesta del nuovo prestito a quattro mensilità.

3. Piccolo prestito Inpdap ai pensionati

Riguardo questa tipologia di piccolo prestito erogato dall’Inpdap, riservata specificamente ai pensionati, posto che, in linea generale, valgono le norme previste al paragrafo 2 della presente guida, la durata di restituzione del debito può essere massimo di quattro anni, il piano di ammortamento prevede la distribuzione di rate in 12, 24, 36 o 48 rate mensili; il metodo di ammortamento è quello “alla francese” (vedi par. 4  sulle rate del prestito).

Consiglio anche di consultare la guida specificamente dedicata ai prestiti ai pensionati.

In base alla tipologia del prestito, se annuale, biennale, triennale o quadriennale, le spese di amministrazione sono uguali a quelle che abbiamo visto per gli altri dipendenti e pensionati; ma in questa categoria varia in particolare l’età del pensionato e, in rapporto a questa, l’aliquota per il fondo rischi, come da tabella nell’immagine che segue.

4. Prestiti pluriennali garantiti dall’Inpdap

I prestiti pluriennali garantiti dall’Inpdap sono una particolare tipologia di prestito, erogata dall’Inpdap o dagli istituti convenzionati ad esso, che prevede delle particolari “garanzie”, appunto, rivolte a chi il prestito lo concede: ossia agli istituti finanziari e alle banche che erogano il prestito.

Le garanzie offerte agli enti creditori riguardano certi rischi ai quali possono incorrere le categorie dei lavoratori dipendenti della pubblica amministrazione o i pensionati: il decesso del debitore (questo certamente non direi che sia esclusiva della categoria, ma è contemplato), la cessazione del rapporto di lavoro senza avere maturato il diritto alla pensione, la riduzione dello stipendio.

Per potere accedere a questo tipo di prestiti Inpdap occorre essere iscritti al fondo dell’istituto, ovvero alla “Gestione unitaria per le prestazioni creditizie e sociali” e occorre avere “maturato” almeno quattro anni di contributi statali.

Il prestito pluriennale garantito viene estinto mediante trattenute sullo stipendio fino al massimo di un quinto (vedi le norme a proposito della cessione del quinto dello stipendio).

La durata di questo prestito può essere di 5 o 10 anni, quindi, la restituzione mensile avverrà mediante 60 o 120 rate; rappresenta un’eccezione il caso in cui il richiedente debba andare in pensione in un periodo più breve: la regola è l’estinzione di questo prestito debba avvenire mentre il debitore è in stato lavorativo, potrà andare in pensione solo a estinzione completata.

5. Prestiti pluriennali diretti

I prestiti pluriennali diretti hanno molti punti in comune con gli altri specifici prestiti erogati dall’Inpdap che abbiamo visto sopra, tranne per un grande particolare: è necessario documentare lo “stato di bisogno” per il quale si necessita di denaro e fornire la corrispondente documentazione delle spese previste.

Questa rappresenta una grande eccezione nel campo dei prestiti personali, che, in quanto “personali”, “non finalizzati”, ricadenti nella categoria del “credito al consumo”, non richiedono la specificazione del motivo per il quale li si richiede.

Oltre a questa particolarità, ecco gli elementi principali di questo prestito:

-         Come i prestiti Inpdap che sono stati analizzati sopra, possono essere richiesti da tutti i lavoratori dipendenti e pensionati pubblici iscritti al fondo dell’Inpdap per la “Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali”;

-         la restituzione avviene mediante trattenute sullo stipendio o sulla pensione e l’importo della rata non può superare il quinto di queste (vedi cessione del quinto dello stipendio e/o cessione del quinto della pensione: al par.4 dei prestiti ai pensionati);

-         la durata può essere di 5 o 10 anni (60 o 120 rate);

-         è necessario avere almeno quattro anni di anzianità contributiva (nel caso di invalidi civili o decorati al valore, il limite scende a due anni);

-         a questo prestito possono accedere anche i lavoratori a tempo determinato, purché il contratto non sia inferiore a tre anni e abbiano maturato l’anzianità di cui sopra.