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Prestiti bancari

1. Cos’è il prestito bancario

2. Tipi di prestito bancario

3. Credito al consumo

4. Categorie e requisiti dei prestiti bancari di credito al consumo

5. Prestiti bancari agli studenti

6. Lo scoperto del conto corrente

1. Cos’è il prestito bancario

Il prestito bancario è quel tipo di prestito concesso da una banca.

Questa la differenza fondamentale tra il prestito bancario e tutti gli altri tipi di prestiti che troverete dettagliati nelle guide sotto la categoria “prestiti”. In tutti gli altri tipi di prestiti (ad eccezione di quelli rilasciati da enti particolari, vedi ad esempio i prestiti Inpdap o i prestiti agevolati), il prodotto finanziario “prestito” non è esclusiva delle banche, ma anche delle società finanziarie che ne sono autorizzate.

Prima di entrare nel dettaglio ed esaminare le varie ramificazioni dell’argomento “prestiti bancari”, voglio rilevare alcuni elementi essenziali:

Sono esclusi dalla possibilità di richiedere il prestito bancario le categorie dei protestati e dei cattivi pagatori (per questi sono previste delle condizioni particolari).

Il prestito bancario viene richiesto solitamente per importi piuttosto consistenti: solo così è possibile ammortizzare le spese richieste dalla banca, tra commissioni e tassi di interesse; per importi minimi non conviene (per il richiedente) richiedere un prestito bancario (converrebbe, invece, solo alla banca).

Anche i prestiti bancari ricadono nella categoria dei “prestiti personali”, quindi, “non finalizzati”: non è necessario specificare il motivo della richiesta.

Vengono richieste dalla banca delle garanzie, circa la restituzione del prestito, che vertono al requisito principale del richiedente: che abbia un reddito mensile fisso; è rivolto, quindi, alla categoria dei lavoratori dipendenti o pensionati; difficilmente viene rilasciato un prestito bancario ai lavoratori autonomi o ai piccoli e medi imprenditori (a meno che non abbiano un fatturato annuo, che possa valere da “garanzia” di restituzione del debito alla banca).

Come scritto sopra, il prestito bancario può essere concesso sia a privati, che ad aziende.

Spesso viene chiesto il prestito bancario per l’estinzione di un mutuo ipotecario: è frequente la richiesta di questo tipo di prestito per chi acquista o ristruttura la prima casa (casa principale di abitazione), contrae un mutuo per il suo pagamento, ma ha bisogno di un “aiuto” finanziario per far fronte al pagamento delle rate.

Un’ultima annotazione: a molti di questi prestiti bancari è possibile affiancare l’aggettivo “veloce” o “rapido”.

2. Tipi di prestito bancario

Le banche sono sicuramente il primo interlocutore al quale ci si rivolge quando si ha bisogno di denaro contante. Le richieste di prestito alle banche sono tante. Tantissime.

Per far fronte alla massiccia domanda di questo prodotto finanziario, le banche si sono adoperate con le offerte, proponendo ai clienti cinque fondamentali categorie di prestito, da esse gestite ed erogate:

-         il prestito personale;

-         le carte di credito revolving;

-         la cessione del quinto dello stipendio;

-         il credito al consumo;

-         lo scoperto di conto corrente.

Il prestito personale rappresenta la forma più “tipica” di prestito: gli importi sono contenuti e il rimborso avviene in un tempo limitato (vi invito ad approfondire l’argomento nella guida “prestiti personali”).

Le carte di credito revolving si possono anch’esse considerare dei prestiti bancari a tutti gli effetti: esiste un credito del quale viene preventivamente caricata la carta (come se fosse un’erogazione di prestito immediata); e di tale “prestito” è prevista la restituzione secondo un preciso piano di ammortamento (anche qui, per i dettagli, vi invito a leggere la guida apposita sulle “carte di credito revolving”).

La cessione del quinto dello stipendio: anche questa fa riferimento all’erogazione di un prestito effettuato da un istituto bancario, per la cui restituzione si avvale della detrazione di un importo direttamente dalla busta paga del debitore (colui che ha contratto il prestito); ovviamente, è un tipo di prestito riservato ai lavoratori dipendenti (anche qui, per approfondire, vi rinvio alla guida sulla “cessione del quinto dello stipendio”).

Sulle altre due alternative mi soffermerò un po’ di più.

3. Credito al consumo

Il credito al consumo, come suggerisce il termine, è un tipo di finanziamento finalizzato all’acquisto di un determinato bene; il “bene di consumo” può essere un prodotto specifico (auto, moto, elettrodomestico) o anche un servizio (intervento medico, viaggio, corso di studi).

In Italia, oltre alle banche, anche gli intermediari finanziari possono offrire questi prestiti (attenzione: gli intermediari finanziari che hanno una regolare iscrizione negli appositi Albi, la qual cosa permette loro di commercializzare prodotti finanziari).

Spesso il tasso di interesse applicato ai prodotti ricadenti nel credito di consumo è piuttosto alto, poiché il rischio di incorrere in un debitore inadempiente è più alto rispetto, per esempio, ad un mutuo in cui c’è un immobile a garanzia della restituzione del debito (bisogna essere accorti nel valutare bene i tassi Tan e soprattutto Taeg per potere fare la scelta più conveniente).

Diverso è il tipo di prestito finalizzato, che ha lo scopo di incentivare il consumatore all’acquisto del prodotto: è il caso dei frequenti e parecchio pubblicizzati “prestiti a tasso zero”. In questo caso è il venditore o commerciante che copre le spese aggiuntive alla banca che eroga il prestito: è da intendere, in un certo senso, come una specie di “sconto” sul prodotto da acquistare.

4. Categorie e requisiti dei prestiti bancari di credito al consumo

Alla categoria del “credito al consumo”, ovvero, come detto sopra, ai prestiti bancari finalizzati all’acquisto di un bene, possono rientrare le seguenti tipologie di prestito:

-         carte di credito;

-         prestiti finalizzati all’acquisto di un bene particolare (ad esempio un’auto), per il quale la banca o finanziaria elabora un prestito “su misura”.

Cito qui, anche se a rigore è un controsenso, certi prodotti finanziari che si considerano ricadenti nel “credito al consumo”, ma che non sono finalizzati (la non finalità di un prestito negherebbe l’appartenenza alla categoria del credito al consumo, ma certe banche seguono questo schema e, così, lo riporto):

-         prestiti personali;

-         consolidamento dei debiti.

Come scritto al paragrafo 1., i prestiti ricadenti nel credito al consumo sono dedicati a chi ha un reddito dimostrabile e precisamente sono:

-         prestiti bancari a pensionati;

-         prestiti Inpdap;

-         prestiti bancari a studenti (il reddito, qui, è riferito a chi fa da garante).

A  proposito dei prestiti bancari ai pensionati, le possibilità sono diverse; esiste, anche per i pensionati, la possibilità di ricorrere alla cessione del quinto della pensione (che segue le stesse regole della cessione del quinto dello stipendio).

Anche riguardo la tipologia dei prestiti Inpdap, vi rimando alla guida specifica.

Mi soffermerò, invece, sui prestiti bancari agli studenti.

5. Prestiti bancari agli studenti

E’ abbastanza recente la possibilità che danno alcune banche di erogare dei prestiti appositamente dedicati agli studenti (parliamo essenzialmente di studenti universitari): anche gli studenti vanno incontro a parecchie ed onerose spese riguardo le tasse universitarie, l’acquisto di libri e dispense, a volte è necessario l’utilizzo di un computer o di un computer portatile; ci sono poi gli studenti “fuori sede” che hanno anche da accollarsi le spese di un affitto e delle bollette e di quant’altro.

In questo caso, solitamente le banche stipulano delle convenzioni particolari con gli studenti, anche se, va detto, ci sono delle restrizioni. In particolare, riguardo al fatto che lo studente universitario non ha (si suppone che non abbia) un reddito e che, di conseguenza, le banche debbano fare affidamento ad un “garante” per la restituzione del capitale prestato: solitamente, da garanti fanno gli stessi genitori dello studente.

E’ richiesto, inoltre, che lo studente sia in regola con il suo piano di studi e che rientri in una certa media di voti, considerando il prestito bancario per studenti come una sorta di premio (vi consiglio di leggere il paragrafo 8 della guida sui prestiti d’onore: “prestito d’onore agli studenti universitari”); o, anche, un prestito per il quale di “confida” nella buona condotta dello studente (vedi anche il paragrafo 1. dei prestiti fiduciari: “Cos’è il prestito fiduciario: il prestito agli studenti”).

6. Lo scoperto del conto corrente

Questa è una condizione un po’ particolare di prestito bancario. Si basa su quello che viene anche chiamato “andare in rosso” nella sua versione “legittimata” dalla banca, per così dire.

La banca, infatti, dà la possibilità al cliente, che deve essere un suo correntista (ovvero, deve avere aperto presso quella stessa banca un conto corrente), di richiedere questa particolare forma di prestitoandando in rosso”;  ossia, il correntista ha la possibilità di prelevare denaro dal suo conto corrente oltre la disponibilità di liquidi nel conto stesso: tale somma prelevata in eccedenza è appunto il “prestito” concesso dalla banca.

Tale debito, naturalmente, ha poi da essere restituito secondo le regole di un prestito a tutti gli effetti: sono previsti dei tassi di interesse, delle spese di commissione, delle rate di un importo ben preciso e distribuite in un ben preciso arco di tempo (piano di ammortamento).

Lo scoperto di conto corrente, detto anche “fido di cassa” o “scoperto di cassa” è uno strumento finanziario parecchio usato, perché è un sistema rapido, semplice e a portata di mano per avere del contante immediato, ma che ha dei costi molto più alti rispetto ad altre tipologie di prestito presenti sul mercato.

Il “fido” concesso dalle banche ha naturalmente un tetto massimo, ma non ha una scadenza predefinita, anche se la banca ha la possibilità di revocarlo in qualsiasi momento.

E’ necessario calcolare bene l’opportunità di ricorrere a questo tipo di prestito bancario, perché, a parte i tassi di interesse molto alti, si corre il forte rischio del sovra indebitamento o “anatocismo” (come detto nella guida sul “consolidamento dei debiti”).