Guide:

Recent Posts

04.03.2009
An internet marketing & SEO company that delivers results
04.03.2009
Simple & FREE password management
04.03.2009
On-Site SEO that Works

Prestiti ai pensionati

1. Perché i prestiti ai pensionati

2. Prestiti pensionati INPDAP

3. Prestiti pensionati INPS

4. Cessione del quinto della pensione

5. Come ottenere un prestito con la pensione

6. Prestiti fino a 90 anni

1. Perché i prestiti ai pensionati

Per quanto riguarda i prestiti in genere ed ogni sua parte, vi invito a cliccare una delle guide specifiche che trovate nel menù a sinistra.

Tratteremo in questa guida l’argomento specifico sui prestiti ai pensionati.

Perché dedicare una guida specifica di prestiti alla categoria dei “pensionati”? Per una serie di fattori, direi, tra i quali ne cito due.

Prima di tutto, perché la vita media dell’essere umano si è alzata: le abitudini alimentari, igieniche, la disponibilità di nuovi farmaci, hanno reso possibile l’allungarsi della vita che nei primi del novecento era di 50 anni, oggi è di 80 anni (77 per gli uomini, 83 per le donne).

In secondo luogo perché, sempre e comunque, la fascia d’età nella quale rientrano i “pensionati” è quella più debole della società: la vita media aumenta, si allontana l’orizzonte della pensione, ma lo stipendio resta uguale, le proposte al pre – pensionamento a pessime condizioni economiche vengono comunque prese in considerazione e i più si ritrovano con un’entrata mensile che, se hanno fatto bene i conti, consente loro la sopravvivenza.

Le domande di prestito da parte dei pensionati sono sempre più numerose in questi ultimi anni; e laddove c’è una domanda, il mercato si attiva con delle offerte.

I principi del prodotto “prestito”, come scritto sopra, sono gli stessi: sono solo applicati con più rigore, direi; certo è che il fatto stesso che il richiedente non sia più giovanissimo, come si suppone sia un pensionato, costituisce di per sé un rischio maggiore per la banca o l’istituto che eroga il prestito.

2. Prestiti pensionati INPDAP

A questo tipo di prestiti sarà dedicata una guida a parte, nella quale entreremo nel dettaglio sui requisiti dei richiedenti, le modalità di richiesta e i termini del prestito in sé stesso; in questo paragrafo se ne farà solamente cenno, in quanto pertinente al tema.

I prestiti Inpdap sono quei prestiti erogati dall’Inpdap (Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica) a tutti i dipendenti e pensionati pubblici, anche se iscritti ad altri enti previdenziali (ad esempio, ENPALS, ENPAM, EPPI, INPDAI, IPOST, CNPR).

L’Inpdap finanzia questa tipologia di prestiti, come una certa tipologia di mutui, con un proprio esclusivo fondo, gestito dallo stesso istituto ed alimentato con delle trattenute sullo stipendio: la “Gestione autonoma delle prestazioni creditizie e sociali”. Tale fondo viene finanziato in modo volontario da chi sceglie di aderirvi, facendone apposita richiesta: l’adesione è aperta a tutti gli iscritti all’Inpdap e non solo, così come anche a tutti i dipendenti pubblici e statali.

Esistono diverse tipologie di prestiti Inpdap dedicati ai pensionati: i piccoli prestiti, i prestiti pluriennali garantiti, i prestiti pluriennali diretti.

3. Prestiti pensionati INPS

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato un Regolamento l’8 febbraio 2007, in attuazione all’articolo 13 bis della Legge n.80 del 14 maggio 2005, che ha disciplinato i prestiti ai pensionati estinguibili mediante la cessione di una quota della pensione: precisamente, fino ad un tetto massimo di un quinto dell’ammontare mensile della pensione, ovvero il suo 20%.

Secondo questo Regolamento, l’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale), ha previsto una serie di regole a tutela dei pensionati che fanno richiesta del prestito mediante la cessione del quinto della pensione.

I termini principali del prestito tramite INPS, ovvero tramite la cessione del quinto della pensione, sono: l’importo del prestito solitamente non supera gli Euro 50.000,00, la durata della restituzione (piano di ammortamento) da 24 a 120 mesi, la rata e il tasso sono fissi (vedi le categorie la rata del prestito, il tasso di interesse, TAN, TAEG) e, come per tutti i “prestiti personali”, non è richiesta alcuna motivazione, trattandosi di prestito “non finalizzato” e perciò ricadente nella categoria del “credito di consumo”.

4. Cessione del quinto della pensione

Il prestito mediante la cessione del quinto della pensione è quella tipologia di prestito personale che si estingue mediante la cessione di una parte della pensione; l’importo della rata del prestito non può superare il quinto dell’importo della pensione mensile, ovvero il suo 20%.

La cessione del quinto della pensione è un modo comodo e facile per ottenere un prestito da parte di un pensionato ed è un prodotto che gli istituti finanziari tendono a rilasciare abbastanza facilmente. Solitamente, il prestito dura non più di 10 anni e le rate vengono trattenute direttamente sullo stipendio da parte dell’Inps, che le versa all’istituto debitore.

Le caratteristiche principali di questo tipo di prestito sono:

-         rimborso con rata costante (come per le cessioni del quinto dello stipendio);

-         durata del piano di ammortamento (v. par. 3 sulla rata): da 36 a 120 mesi;

-         la rata non deve superare il 20% della pensione netta, salvaguardando il minimo (vedi paragrafo successivo);

-         i soggetti del contratto sono il richiedente, l’istituto erogante e l’ente previdenziale: non viene valutata la “storia creditizia”, né l’affidabilità finanziaria del cliente (è quindi accessibile anche ai cattivi pagatori e ai protestati);

-         è un prestito personale, non finalizzato, per cui non occorre specificare il motivo della richiesta di denaro;

-         secondo la normativa, è prevista la stipula di un contratto di assicurazione sulla vita.

Cito qui di seguito i tipi di “pensioni” che non sono fruibili del prestito in oggetto:

-         pensioni e assegni sociali

-         invalidità civili

-         assegni mensili per l’assistenza ai pensionai per inabilità

-         assegni di sostegno al reddito

-         pensioni del personale bancario

-         assegni al nucleo finanziario

Inoltre, non sono assumibili pensioni con più titolari; il limite massimo di età per la richiesta è di 85 anni (90 per i prestiti Inpdap).

5. Come ottenere un prestito con la pensione

Posto quanto sopra, vediamo, in concreto, cosa bisogna fare per ottenere un prestito con la pensione.

Prima di tutto, il pensionato deve richiedere all’Inps la “Comunicazione di cedibilità”, dove è indicato l’importo massimo della rata del prestito con cui sarà rimborsato il debito mediante una parte della pensione. La stessa comunicazione va presentata alla banca o all’istituto finanziario presso il quale si fa richiesta di prestito. Secondo le norme a tutela del pensionato, l’Inps si cura anche di esaminare il contratto di prestito in ogni sua parte: i tassi di interesse (che siano al di sotto delle soglie di usura), le rate, i tassi tan e taeg, spese varie.

Rilevo che il pensionato può cedere fino ad un quinto della propria pensione, calcolata al netto delle tasse ed in modo da non intaccare la pensione minima (per il 2010 è di Euro 460,97): i trattamenti pensionistici integrati al minimo non consentono al pensionato di accedere alla cessione del quinto.

6. Prestiti fino a 90 anni

Essendosi allungata la vita media, come si scriveva al paragrafo 1, ed essendo aumentati i problemi finanziari per tutti, per chi di anni ne ha 20 come 80, si sono sempre più diffuse le forme di prestiti per pensionati fino a 90 anni.

Sottolineo che la formula “fino a 90 anni” sta ad intendere il limite oltre il quale non può andare oltre l’estinzione del pagamento del prestito, non l’erogazione dello stesso.

Per fare richiesta di questo tipo di prestiti, bisogna avere dei requisiti particolari: essere titolari di un trattamento pensionistico adeguato al pagamento della rata, come abbiamo visto sopra; una particolare assicurazione sulla vita, che garantisca all’istituto che il debito contratto dal cliente, nel caso di premorienza, venga comunque estinto in sua vece. Una soluzione a quest’ultimo punto è spesso l’introduzione della figura del “fideiussore”, che ha, appunto, la funzione di sostituirsi al debitore nell’estinzione del debito.

Il prestito in sé stesso, concesso ai pensionati fino ai 90 anni di età, considerato l’alto rischio per l’istituto erogatore, prevede dei costi piuttosto alti che riguardano in particolar modo il TAEG. C’è da calcolarne con attenzione la convenienza.