Guide:

Recent Posts

04.03.2009
An internet marketing & SEO company that delivers results
04.03.2009
Simple & FREE password management
04.03.2009
On-Site SEO that Works

La rata del prestito

  1. Cos’è la rata ?
  2. Da cosa è costituita la rata
  3. Piano di ammortamento
  4. Tipologie di piani di ammortamento
  5. Cosa dobbiamo trovare nel contratto di prestito a proposito delle rate
  1. Cos’è la rata ?

Cito la definizione di “rata” tratta dal vocabolario Zingarelli, versione cartacea: “Quota, parte in cui viene frazionato il pagamento di una somma entro un limite di tempo determinato e specialmente a intervalli regolari”.

Nel nostro ambito, il “pagamento di una somma” equivale alla somma che un istituto finanziario o una banca ci ha dato in prestito: il capitale, vale a dire.

Il “limite di tempo determinato” costituisce quel piano di restituzione del prestito che va sotto il nome di “piano di ammortamento”.

Gli “intervalli regolari”, di cui infine parla la definizione letterale di “rata”, costituiscono la “rateizzazione” del capitale finanziato.

Sottolineo subito che il capitale finanziato che chi ha ricevuto un prestito ha da restituire all’ente erogatore, non si chiama più “capitale”: dal momento in cui deve essere restituito diventa “montante” e non è più neanche identico al capitale, ma maggiorato degli interessi (vedi la guida specifica a proposito degli interessi sul prestito).

2. Da cosa è costituita la rata

La rata è una frazione del “montante” che chi ha ricevuto un prestito restituirà all’istituto finanziario o banca che lo ha emesso; dato che, come abbiamo detto, il “montante” è la somma del capitale più gli interessi, allora possiamo dire che la rata è costituita da una quota di capitale e da una quota di interessi.

Per essere ancora più chiari, diremo che se sommassimo le quote capitale di ogni singola rata, avremmo l’importo esatto del capitale che ci è stato dato in prestito: esattamente la somma finanziata originaria. La quota capitale, quindi, nell’operazione finanziaria del “prestito”, ha la specifica funzione di reintegro del capitale finanziato.

Diversa è la funzione dell’altra componente della rata, la quota interessi: questa finge da “compenso” o “guadagno” potremmo dire, per l’ente erogatore; costituisce, cioè, quel “di più” che rende l’operazione “prestito” vantaggiosa per l’istituto erogatore e, quindi, oggetto di commercio (vedi anche qui approfondimento a proposito).

Cito a questo proposito, come vedremo nel paragrafo successivo più specificamente, che l’articolo 1194 del codice civile prevede che la quota interessi e oneri accessori dovuti all’istituto finanziato o banca devono precedere il rimborso del capitale (per approfondire sui tassi di interesse e le loro specifiche destinazioni, vi invito alle guide specifiche sui tassi del TAN e del TAEG).

esempio di piano di ammortamento

esempio di piano di ammortamento

3. Piano di ammortamento

Poniamo ora l’attenzione a quell’altro fondamentale elemento della rata, di cui alla definizione letterale citata al superiore paragrafo 1,: “il pagamento di una somma entro un limite di tempo determinato”. Nel nostro campo, quello dei prestiti, tale “limite di tempo determinato” costituisce il “piano di ammortamento”.

Come accennato in coda al precedente paragrafo, secondo il codice civile (art.1194), la legge italiana vuole che prima siano estinti gli interessi e quanto dovuto alla banca riguardo “oneri accessori e spese varie” e, in un secondo tempo, il capitale vero e proprio.

Tra gli obblighi dell’ente erogatore, ci sono anche quelli di tenere aggiornato il cliente sull’andamento del piano di ammortamento, specificando nel dettaglio le componenti delle singole rate (lo vedremo nel dettaglio più avanti, tra gli i dati obbligatori che gli istituti finanziari devono specificare nel contratto di prestito).

Prima di elencarvi le tipologie dei piani di ammortamento, voglio segnalare una semplice considerazione: maggiore è la frequenza delle rate (ad esempio, se il pagamento delle rate è mensile piuttosto che semestrale), più velocemente avverrà la restituzione del prestito, quindi e verranno pagati meno interessi; mentre un piano di ammortamento più lungo, mentre prevederà delle rate di importo minore, nel contempo gli interessi complessivi che si dovranno corrispondere all’istituto saranno maggiori, compreso lo SPREAD (v. paragrafo 4 della guida aul TAN).

4. Tipologie di piani di ammortamento

Ecco le principali tipologie dei piani di ammortamento che vi saranno proposti dagli istituti finanziari:

Piano di ammortamento alla francese: la rata è costante nel tempo; per potere mantenere la rata costante ed attenersi alle disposizioni legislative sopra citate, per cui la quota interessi della rata è da estinguere prima della quota capitale, le rate nel primo periodo nel piano di ammortamento avranno una componente di interessi maggiore rispetto a quella capitale; nel tempo, la componente capitale aumenterà e quella interessi diminuirà.

Piano di ammortamento a rate crescenti: la rata si incrementa nel suo importo, secondo una percentuale stabilita, ad ogni scadenza oppure a periodi stabiliti.

Piano di ammortamento a rate decrescenti: l’opposto del precedente; questo piano viene solitamente predisposto in modo tale che la quota capitale sia sempre costante nel tempo: a decrescere sarà la quota interesse.

Piano di ammortamento libero: qui, vengono stabiliti dei termini entro i quali il cliente si obbliga a rimborsare parte del debito, con particolare specificità riguardo il fruitore del prestito (vedi prestiti agevolati).

5. Cosa dobbiamo trovare nel contratto di prestito a proposito delle rate

Il dettaglio del piano di ammortamento, di cui sopra, deve essere specificato in un contratto di prestito: nel corpo del contratto oppure anche in un allegato a parte, che del contratto faccia parte integrante e sostanziale.

Saranno quindi elencate dettagliatamente le rate che si andranno a pagare nel tempo, con queste indicazioni relative ad ogni singola rata: data di scadenza, importo e, di questo, nello specifico, quale la quota capitale e quale la quota interesse; verrà indicato, in testa al piano di ammortamento o in ogni sua pagina, il tasso di interesse applicato, comprensivo di TAN e TAEG, in numero delle rate applicabili, la durata complessiva del rimborso, la periodicità nel pagamento delle rate (se mensile, bimensile, trimestrale, …) e l’importo richiesto.

Altro elemento che troveremo nel contratto di prestito e, nello specifico che riguarda l’argomento qui trattato, nel piano di ammortamento che riguarda le rate, è l’indicazione di due dati:

-         il debito residuo: rappresenta la parte del prestito, o, meglio, del montante, ancora da estinguere;

-         il debito estinto: la parte del montante già estinta mediante il pagamento di rate già effettuato.