In questa sezione troverete notizie e consigli utili su tutti i tipi di prestiti.
Cessione del quinto dello stipendio
1. Cos’è la Cessione del quinto dello stipendio
2. Caratteristiche della Cessione del quinto dello stipendio
3. Chi può chiedere la Cessione del quinto dello stipendio
4. Chi può concederlo
5. Obblighi del datore di lavoro
6. Elementi del contratto
7. I documenti necessari;
8. Leggi che regolano la Cessione del quinto dello stipendio
1. Cos’è la Cessione del quinto dello stipendio
Premessa. Dedico il primo paragrafo delle guide di questa sezione “prestiti” del sito alla definizione letterale dell’argomento che intendiamo approfondire, convinta che, partendo da quella, si può rintracciare il vero e “puro” significato di ogni parola, scevro dai “condizionamenti” culturali, per così dire, di cui siamo inconsapevoli vittime: i mezzi di comunicazione ci bombardano di informazioni, che spesso non sono tali, ma sono solo pubblicità, “travestite” da informazioni; la realtà dei termini viene “deformata” per rendere il prodotto commercializzabile, più appetibile e concorrenziale.
Quando si tratta di una marca di maglia intima, quello che può capitarci è forse una reazione allergica alla pelle per un tessuto che non è proprio tanto “naturale” come ci hanno fatto credere (il che è già abbastanza grave); ma quando si tratta di operazioni finanziarie, allora il rischio è forse ben più alto.
Chiudo questa premessa per rientrare “in medias res”: la Cessione del quinto dello stipendio.
Il significato letterale ci informa che l’operazione finanziaria legata alla Cessione del quinto dello stipendio riguarda il “trasferimento ad altri” (il virgolettato è tratto dal vocabolario Zingarelli, versione cartacea), di qualcosa, nel nostro caso del quinto dello stipendio, ossia di una parte dello stipendio quantificata fino al suo quinto, ovvero fino al suo 20%.
Come riferimento, la Cessione del quinto dello stipendio rientra tra le tipologie del prestito personale.
2. Caratteristiche della Cessione del quinto dello stipendio
Come detto nel paragrafo precedente, la caratteristica principale di quella forma di prestito che è la Cessione del quinto dello stipendio, da cui il nome, è che riguarda, appunto, il quinto, ovvero il 20% dello stipendio.
Va da sé, che è un tipo di prestito personale destinato ai lavoratori dipendenti, che hanno, quindi, uno stipendio; quindi, la richiesta può essere fatta da dipendenti pubblici e privati, ma anche da pensionati, intendendo qui lo “stipendio” la “pensione”.
Dato che il rimborso di questo tipo di finanziamento avviene direttamente mediante il trattenimento del quinto dello stipendio dalla busta paga del lavoratore, si capisce bene come la finanziaria che concede il prestito abbia delle buone garanzie circa la buona osservanza delle regole del contratto. Il lavoratore, tra l’altro non può revocare il contratto, in cui è anche coinvolto il datore di lavoro.
La durata di questo tipo di prestito è tra i 36 e i 120 mesi, ossia tra i 3 e i 10 anni. Solitamente, il termine massimo della durata del finanziamento non può eccedere il termine del rapporto di lavoro, a meno che, una volta che si è andati in pensione, non si possa trasferire l’estinzione del debito dallo stipendio alla pensione.
Nel caso in cui la Cessione del quinto dello stipendio in realtà è una Cessione del quinto della pensione, allora solitamente viene posto come limite della scadenza il compimento del 90° anno di età.
Altra caratteristica, ma ne parleremo poco più avanti, è che contestualmente alla stipula di un contratto di prestito di questo tipo, si stipuli anche un contratto di assicurazione sulla vita: non è una scelta di alcune finanziarie, ma è una legge.
3. Chi può chiedere la Cessione del quinto dello stipendio
Come da definizione, il tipo di prestito che va sotto questo nome riguarda chi ha uno stipendio: possono richiederlo, quindi, i lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati, ma anche i pensionati (come abbiamo visto sopra, considerando il quinto della pensione).
Riguardo a questo paragrafo, mi occorre citare l’ultima versione del Decreto del Presidente della Repubblica n. 180 del 1950, aggiornato dalla Legge n.80 del 14 maggio 2005: “Disposizioni urgenti nell’ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale”; qui viene esplicitamente riferito che la Cessione del quinto dello stipendio è destinata a tutte le categorie dei lavoratori dipendenti: statali, para – statali e dipendenti da aziende private. E’ nella stessa legge n. 80 del 2005 che viene data la possibilità agli Enti pensionistici di estendere questo tipo di prestito ai pensionati.
La Cessione del quinto dello stipendio, quindi, è accessibile, oltre che ai pensionati, a tutti i lavoratori dipendenti che hanno:
- un contratto a tempo indeterminato;
- un numero di anni di anzianità superiore a 1 per i dipendenti pubblici non statali e per i privati, a 4 per quelli pubblici statali: questo è il limite che viene SOLITAMENTE richiesto dalle finanziarie, poiché può variare per ogni istituto.
4. Chi può concederlo
Prima di citare la parte della legge a proposito, voglio indicare che chi intende praticamente contrarre un prestito personale da estinguere mediante la Cessione del quinto dello stipendio, dovrà rivolgersi ad una banca o ad un istituto finanziario, che, badate bene, sia iscritto
all’apposito Albo che lo autorizza a compiere operazioni finanziarie (vedi il paragrafo 5. Attenzione alle truffe). Oppure, ci si può rivolgere ad una società di Mediazione Creditizia, anche questa iscritta all’Albo, tenuto dalla Banca d’Italia (fino al 1° gennaio del 2008 era tenuto dall’Ufficio Italiano Cambi, oggi soppresso – D.lgs. 21/11/2007 n. 231), che farà da “ponte” tra il cliente e la banca o l’istituto vero e proprio. Molte di queste società hanno un loro sito su internet che dà la possibilità di fare dei conteggi e delle comparazioni tra le varie offerte. Attenzione, prima di aderire ad un offerta che vi alletta (non mi stancherò mai di dirlo).
Cito una parte del Decreto del Presidente della Repubblica n.180 del 1950, che è tuttora pienamente in vigore: “Sono ammessi a concedere prestiti agli impiegati e salariati dello Stato ed ai personali di cui agli articoli 9 e 10, verso cessione di quote di stipendio o salario, soltanto gli istituti di credito e di previdenza costituiti fra impiegati e salariati delle pubbliche amministrazioni, l’Istituto nazionale delle assicurazioni, le società di assicurazione legalmente esercenti, gli istituti e le società esercenti il credito escluse quelle costituite in nome collettivo e in accomandita semplice, le casse di risparmio ed i monti di credito su pegno”.
5. Obblighi del datore di lavoro
Il datore di lavoro è obbligato ad accettare la richiesta della Cessione del quinto dello stipendio da parte di un suo dipendente.
Egli è direttamente coinvolto nella pratica di questo tipo di prestito, ma i suoi obblighi si riducono a due:
1) trattenere la quota dello stipendio direttamente sulla busta paga del proprio dipendente e versarla a favore dell’istituto erogante; l’obbligo permane per tutta la durata del prestito. Il dipendente, naturalmente, deve essere inquadrato secondo le norme vigenti di lavoro e previdenza. Nel caso in cui venisse meno il rapporto di lavoro (dimissioni, licenziamento, aspettativa, …), cessa immediatamente tale obbligo e si passa al punto successivo.
2) In caso di dimissioni o licenziamento, appunto, il datore di lavoro dovrà trattenere ogni somma maturata dal dipendente nel suo periodo lavorativo per versarla all’istituto che ha erogato il prestito; le somme possono riferirsi alla liquidazione come all’ultimo stipendio, alle tredicesime in sospeso, ferie non godute o straordinari non ancora pagati, etc.
Nessun altro impegno è previsto per il datore di lavoro.
6. Elementi del contratto
Nel contratto di Cessione del quinto dello stipendio devono essere presenti i seguenti elementi:
- il tasso di interesse praticato;
- l’ammontare e le modalità del finanziamento;
- il numero, gli importi e la scadenza delle singole rate;
- il TAN (Tasso Annuo Nominale) e il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale);
- ogni prezzo e condizioni previsti (nei casi di mora, scissione del contratto, richiesta di estinzione anticipata, etc.);
- eventuali (opzionali per ogni istituto) garanzie richieste;
- la copertura assicurativa.
Il piano della restituzione del prestito personale ottenuto mediante la Cessione del quinto dello stipendio, ovvero il piano di ammortamento, solitamente segue gli schemi di quello cosiddetto “alla francese”: rate costanti (dello stesso identico importo che, come abbiamo detto sopra, non deve essere superiore ad un quinto, ovvero al 20% dello stipendio), composte da una quota di interessi decrescente e una quota di capitale crescente. Questo piano di ammortamento mette al sicuro gli istituti finanziari: gli interessi vengono pagati per primi.
La rata, dunque, è costante e non può essere modificata, a meno che non siano passati almeno i 2/5 del piano di ammortamento: si tratterà di un “rinnovo ante termine”.
Segnalo che, comunque, ci sono alcune finanziarie che prevedono il rinnovo ante termine anche prima della scadenza dei 2/5, allungando la durata del finanziamento dal 60 mesi a 120.
La Polizza assicurativa è obbligatoria per il lavoratore, o il pensionato, che stipula questo tipo di finanziamento: con questa l’istituto erogante si tutela in caso di morte o di perdita del lavoro del cliente.
7. I documenti necessari
Elenco qui una serie di documenti che vengono in linea di massima richiesti dalla maggior parte delle finanziarie, quando ci si approccia a richiedere un prestito personale, da rimborsare mediante la Cessione del quinto dello stipendio: sottolineo che ogni istituto ha le sue caratteristiche e, quindi, le sue richieste, ma certa modulistica è pressoché comune a tutte.
Fatta questa precisazione, i documenti richiesti quando si fa domanda di un prestito con Cessione del quinto dello stipendio, sono:
- documento d’identità e codice fiscale (anche in osservanza alla Legge anti – riciclaggio);
- il contratto di lavoro fornito dalla propria azienda o ente;
- il certificato di stipendio, per i lavoratori dipendenti (con data di assunzione, retribuzione lorda e netta, annua e mensile, TFR maturato, eventuali trattenute);
- l’ultima busta paga o cedola di pensione;
- il consenso dell’ente o azienda datrice di lavoro, che si impegna ad assumere i doveri, di cui al paragrafo 5 del presente;
Occorrerà poi, per il perfezionamento della pratica, da parte del richiedente, la stipula di un’apposita polizza assicurativa e una opportuna delega che autorizza il datore di lavoro a prelevare mensilmente la quota dello stipendio fissata dal contratto.
8. Leggi che regolano la Cessione del quinto dello stipendio
Per chi volesse approfondire la normativa in vigore che regola i contratti delle Cessioni del quinto dello stipendio, vi cito le leggi di competenza:
- Legge n.180 del 5 Gennaio 1950;
- Decreto Presidente della Repubblica del 28 luglio 1950 n. 895;
- Legge n.311 del 30 dicembre 2004;
- Legge n.80 del 14 maggio 2005;
- Decreto Legge n.35 del 14 marzo 2005
Segnalo le importanti modifiche che sono state introdotte grazie alle ultime norme, rispetto alle prime due della lista di cui sopra, che fino a cinque anni fa ancora erano le uniche in vigore: per i lavoratori a tempo indeterminato, è stato eliminato il requisito di anzianità minima di anni contributivi; la restituzione di un prestito mediante Cessione del quinto dello stipendio può avvenire per un periodo non superiore a 10 anni; anche i lavoratori a tempo determinato possono accedere alla concessione di questo tipo di finanziamento, anche se con delle restrizioni; anche i pensionati possono contrarre prestiti personali mediante cessione di quote dello stipendio, per un periodo di ammortamento che non supera i 10 anni, al termine del quale il cliente non deve avere superato l’età di 90 anni; estensione della concessione del finanziamento anche ai lavoratori che svolgono lavoro autonomo(agenti, rappresentanti commerciali, collaboratori coordinati o a progetto, …), a delle condizioni particolari.















Commenti recenti