In questa sezione troverete notizie e consigli utili su tutti i tipi di prestiti.
Prestiti
1. Definizione di “prestito”
2. Interessi sul capitale finanziato
3. I prestiti con i migliori tassi di interesse
4. Prestiti finalizzati e non finalizzati
5. Importo del prestito: la somma finanziata
6. Le leggi che disciplinano i prestiti
Iniziamo, come d’abitudine, dalla definizione della parola “prestito”, per capirne realmente il significato: la definizione letterale è “il dare qualcosa a qualcuno in maniera provvisoria”.
Ecco che ci ritroviamo già i tre termini essenziali del prestito: colui che presta, colui che riceve il prestito, la cosa prestata.
E, ancora, “prestare”: “dare qualcosa a qualcuno perché la usi e poi la restituisca”; qui, nel verbo “prestare”, che dà origine al sostantivo che stiamo esaminando, si introduce un altro elemento: la cosa che viene trasferita da una persona ad un’altra, deve poi compiere il percorso contrario, deve, cioè, tornare alla prima persona. Quindi, A presta a B la cosa C, che poi tornerà ad A.
Se “la cosa C”, poi, è una somma di denaro, allora abbiamo definito essenzialmente il nostro “prestito” in questione.
Quindi, il prestito è il trasferimento di una somma di denaro da parte di una banca o un Istituto finanziario che ne è autorizzato ad un privato o una società, che si obbliga a restituirla, secondo certi patti e condizioni, che vengono stabiliti in un apposito “contratto”.
Il contratto, oltre a stabilire l’ammontare della somma di denaro che viene trasferita, definisce anche in particolare le modalità con cui questa somma di denaro, o capitale finanziato, verrà restituita alla banca o istituto finanziario. La restituzione avverrà mediante il pagamento di alcune rate, che verranno distribuite in un certo lasso di tempo, alle quali andranno ad aggiungersi gli “interessi”.
2. Interessi sul capitale finanziato
Nel paragrafo precedente siamo partiti dalla definizione letterale di “prestiti” per arrivare al suo significato, approdando al suo elemento centrale, si potrebbe dire, ossia la somma di denaro prestata, che deve essere restituita.
Qui entrano in gioco gli interessi. Facendo un gioco di parole: che interesse avrebbe una banca o un istituto finanziario a prestare una somma di denaro, per averla poi restituita a poco a poco dopo un certo numero di anni? La risposta è: gli interessi. Ossia, la banca o l’istituto finanziario riceverà una somma più alta di quella che ha dato inizialmente, poiché su quella verranno aggiunti gli “interessi”: il “prezzo del denaro”, si potrebbe dire.
Gli interessi sulla somma data in prestito, o capitale finanziato, dipendono dall’ammontale del capitale stesso, dal tasso di interesse e dalla durata del prestito stesso.
Segnalo che solitamente i prestiti hanno un tasso sempre fisso, ma alcune banche o istituti propongono anche delle soluzioni a tasso variabile, ma a rata fissa: il tasso varia in rapporto alla durata del finanziamento, ma l’importo della rata resta sempre costante.
Gli interessi sono determinati dal TAN e dal TAEG, che offrono la banca o la finanziaria. Conoscendo questi dati, oltre che l’ammontare della somma finanziata, la durata e la scadenza nella restituzione delle rate, è possibile effettuare il calcolo del prestito: è un calcolo che, se è tanto complicato da effettuare “manualmente”, esistono dei servizi gratuiti messi a disposizione da alcuni siti che lo fanno al nostro posto in maniera rapida e precisa.
3. I prestiti con i migliori tassi di interesse
Accennerò qui, senza entrare nei dettagli, ai tipi di prestiti che offrono un migliore tasso di interesse: una sorta di classifica, a partire dal più conveniente. Voglio precisare, però, che, naturalmente, ogni tipologia di prestito si rivolge ad una categoria di persone (lavoratori o non, pensionati, ci sono poi varianti per condizioni o richieste particolari, …) e che, quindi, non tutti indistintamente possono ambire ad ottenere il “miglior prestito” alle migliori condizioni possibili, se non rientra in delle particolari caratteristiche.
Rinvio l’analisi più dettagliata dei tipi di prestito di cui all’elenco che segue, nelle sezioni che verranno appositamente dedicate ad ognuno di loro.
Il “migliore prestito”, ossia quello che offre il più basso tasso di interesse (quello per cui, richiamando i paragrafi 1 e 2, l’importo della somma restituita è più vicino a quello della somma originariamente ricevuta, ossia gravata il meno possibile della somma derivante dagli interessi), risulta quello erogato da alcuni enti pubblici, come i prestiti INPDAP, o enti previdenziali similari; ci sono poi altri tipi di prestiti agevolati, che si rivolgono a particolari categorie di persone, ad esempio i prestiti ai bancari, i prestiti ai pensionati, prestiti ai dipendenti statali; c’è un basso tasso di interesse anche dedicato ai soci di una cooperativa; cito poi, ma qui stiamo cominciando a salire un po’ nella percentuale dei tassi di interesse, le cessioni del quinto dello stipendio, i prestiti per i cattivi pagatori; per arrivare, poi, al prestito vitalizio.
4. Prestiti finalizzati e non finalizzati
Una distinzione che fa da spartiacque fra due tipologie fondamentali di prestiti è quella che li divide in prestiti finalizzati e prestiti non finalizzati.
La prima categoria di prestiti, quelli finalizzati, sono quelli per i quali il cliente è obbligato ad utilizzare il capitale che gli viene finanziato per l’acquisto di un bene (ad esempio auto, barca): di tale finalità viene espressamente messo al corrente l’istituto finanziario o la banca.
I prestiti non finalizzati, tra i quali il più diffuso è il prestito personale, definiscono quei prestiti che vengono concessi senza un motivo specificato all’istituto finanziario o banca; il cliente non ha alcun vincolo di destinazione della somma finanziata, è libero di disporne in piena libertà.
I primi prestiti, generalmente, sono più semplici e rapidi: spesso, come accade ad esempio per un prestito finalizzato all’acquisto di un auto, è lo stesso punto vendita che ha già pronte delle soluzioni specifiche di finanziamento per l’acquirente che preferisce pagare a rate il veicolo.
Per i prestiti personali, invece, la pratica è un poco più complessa: il cliente deve scegliere egli stesso alla finanziaria, andare presso una sua sede (come consiglio nel paragrafo Attenzione alle truffe), fornire i documenti necessari, scegliere la soluzione a lui più conveniente, possibilmente dopo avere comparato varie proposte.
5. Importo del prestito: la somma finanziata
L’importo della somma finanziata mediante un prestito, cioè la somma minima e massima di denaro di cui si può fare richiesta, dipende fondamentalmente dal tipo di prestito che si desidera ottenere.
Per quanto riguarda i prestiti finalizzati, ovviamente, l’importo sarà quello del costo del bene che si andrà ad acquistare: potrà essere un’auto, una barca, un motoveicolo, un elettrodomestico, un impianto audio o video, articoli immobiliari e di arredamento, lavori di ristrutturazione, corsi sportivi, …
Nel secondo paragrafo di questa guida ho accennato alla possibilità di accedere a diversi servizi gratuiti messi a disposizione da alcuni siti internet, i quali fanno un calcolo preciso della rata che si andrà a pagare, in rapporto all’importo finanziato e alla durata del finanziamento.
Riguardo, invece, i prestiti non finalizzati, dei quali cito i prestiti personali, questi seguono le norme dei crediti al consumo: la disciplina del credito al consumo prevede un importo compreso tra gli Euro 154,94 e gli Euro 30.987,41.
A volte nella scelta delle modalità di restituzione del prestito (piano di ammortamento), si è portati a scegliere la soluzione che “diluisce” le rate nel tempo più lungo possibile, affinché queste siano il più possibili “abbordabili” senza incidere troppo nell’economia delle varie altre spese da affrontare: attenzione, perché più il piano di ammortamento è allungato nel tempo, più alti saranno gli interessi da pagare.
6. Le leggi che disciplinano i prestiti
Il settore bancario e creditizio in Italia è regolamentato da una serie di leggi sulla trasparenza delle operazioni finanziarie e a tutela nei confronti del cliente.
Vi elenco qui i riferimenti delle norme di legge che regolano i prestiti:
- Legge 385 Legge in materia bancaria e creditizia;
- Legge 386 del 1990 Nuova disciplina sanzionatoria degli assegni bancari;
- Legge 180 del 1950 Cessione del quinto dello stipendio;
- Legge 895 Attuazione della precedente sulla Cessione del quinto dello stipendio
- Legge 197 del 1991 Legge sull’antiriciclaggio di denaro;
- Legge 108 del 1996 Disposizioni in materia di usura;
- Legge 235 del 2000 sulla Cancellazione degli elenchi dei protesti cambiari;
- Legge 154 del 1992 Sulla trasparenza delle operazioni bancarie;
- Legge 675 del 1996 Tutela della Privacy.
Alcune di queste Leggi, come si vede anche dall’anno della loro attuazione, risalgono a tempi ben lontani, altre sono ben più recenti: queste di riferiscono all’ultima finanziaria, che ha apportato delle novità riguardo il tema dei prestiti che stiamo trattando, soprattutto agendo sul ribasso dei tassi di interesse, che stavano raggiungendo livelli spropositati e sull’eliminazione delle varie penali, che prima erano previste, in caso di estinzione anticipata del prestito.
C’è da dire che, comunque, le banche e gli istituti finanziari trovano sempre il modo di tutelarsi nel miglior modo possibile: c’è di certo che non saranno mai loro a rimetterci, nel concedere un prestito.
















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